Human Brain Project. Il progetto anche italiano supportato dall’UE

Human Brain Project (o HBP) è un progetto dell’UE che ha lo scopo di costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano su cui l’UE ha investito – e investirà entro il 2023 – 1,19 miliardi di euro e per il quale lavorano 113 tra istituti e enti di ricerca in tutto il mondo.

brain_electronicLa sfida è quella di ricostruire, attraverso un simulatore, l’intera attività del cervello umano. Si tratta di una delle strade più innovative e ambiziose che la ricerca internazionale sta percorrendo.

Una sfida che ha chiamato a raccolta e messo in rete laboratori e ricercatori in tutta Europa.

HBP ha lo scopo di costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano, mettendo insieme le informazioni e le immagini che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento e la morfologia delle molecole, dei neuroni e dei circuiti neuronali, abbinate a quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie ICT. Un modello con cento miliardi di neuroni permetterebbe di studiare possibili terapie per contrastare malattie degenerative del sistema nervoso ma anche realizzare supercomputer intelligenti.

Il cervello umano si comporta come un computer super performante, energeticamente autonomo, capace di ripararsi da solo e di auto apprendere.

Mettendo insieme le conoscenze neurologiche che i ricercatori hanno acquisito  sul funzionamento delle molecole celebrali, le cellule, i circuiti neuronali e quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie ICT, si può costruire un simulatore biologicamente molto dettagliato dell’intera attività del cervello umano.

Gli studi nel settore sono già piuttosto avanzati, grazie agli elevati livelli tecnologici oggi disponibili e alla solida base costituita dai precedenti studi di Markram: nel 2007, la sua equipe era riuscita a modellizzare il funzionamento biologico di 10mila neuroni della corteccia cerebrale dei topi; l’obiettivo dello HBP, sfruttando i progressi negli algoritmi di modellizzazione e nella tecnologia, è quello di riuscire a costruire un modello dei 100 miliardi di neuroni di un cervello umano su un solo supercomputer. Un meccanismo che permetterebbe di trovare nuove cure le principali malattie degenerative delle cellule celebrali, come Alzheimer e Parkinson, ma anche di altri meccanismi, come la schizofrenia.

L’Italia è attualmente presente con sei ricercatori nel gruppo di oltre 150 scienziati che stanno lavorando al progetto HBP. I rispettivi enti di appartenenza (Politecnico di Torino, Università di Pavia, Università di Firenze, LENS e CNR con gli istituti di Scienze e Tecnologie della Cognizione, di Biofisica e di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali)  hanno dato vita ad un “cluster” nazionale che si propone di ricoprire un ruolo di primo piano nella predisposizione e, successivamente, nell’esecuzione del progetto.

Un progetto che potrebbe portare a benefici sociali enormi. Questi modelli aiuteranno infatti a comprendere le cause profonde delle malattie neurologiche e a diagnosticarle già dai primi sintomi, quando è più facile curarle. Sarà anche più semplice e meno costoso sperimentare l’effetto di nuovi farmaci, limitando la sperimentazione animale ed umana. Questi rilevanti risultati medici avranno anche delle conseguenze importanti dal punto di vista economico, considerato che le malattie neurologiche costituiscono una delle principali voci di spesa nei bilanci della sanità dei paesi europei. In ultimo, un aspetto considerevole del progetto sarà quello della rivoluzione tecnologica che potrebbe produrre, rendendo possibile la realizzazione di robot, computer, sensori, estremamente più potenti e performanti, dotati di un’intelligenza “quasi umana”.

La prima fase del progetto, finanziata con 54 milioni di euro, è stata completata con successo, e la Commissione Europea ha annunciato in questi giorni l’avvio della successiva fase.

La Commissione ha anche pubblicato lo stato di avanzamento del progetto sia nell’anno 1 che nell’anno 2.

Entrambi i documenti contengono informazioni estremamente interessanti in merito all’evoluzione di una materia che avrà un enorme impatto sociale a qualunque livello (non solo legale naturalmente).