Riti tributari telematici

Un processo più breve, più semplice e meno costoso: è, nelle intenzioni del ministero dell’economia, quello tributario telematico che ha debuttato ieri, 1° dicembre, in via sperimentale nelle commissioni tributarie regionali e provinciali di Umbria e Toscana, ma che «nel giro di due anni» sarà esteso a tutta l’Italia.

Dal 2012 ad oggi le caselle di Posta elettronica certificata (Pec) «sono state 4 milioni» e il loro impiego ha generato «un risparmio di 25 milioni di euro».

Lo strumento per far transitare online il contenzioso fiscale è stato illustrato ieri, a Roma, nella sede del dicastero guidato da Pier Carlo Padoan, che si è detto sicuro che il deposito telematico degli atti dibattimentali «porterà benefici a tutti gli attori coinvolti», ossia «giudici, commissioni, contribuenti, professionisti, enti impositori, agenti, società di riscossione».

Le parti, previa notifica tramite Pec del ricorso all’ente impositore competente, potranno depositare telematicamente gli atti processuali, adoperando il Sistema informativo della giustizia tributaria (Sigit), cui si ricorre attraverso il portale www.giustiziatributaria.gov.it; altro strumento indispensabile per fruire del servizio è una firma digitale valida.

Grazie a tale innovazione, pertanto, è stato evidenziato, i giudici delle commissioni tributarie, i contribuenti, i professionisti e gli enti impositori, se preventivamente registrati, potranno consultare da casa, o dai propri uffici il «fascicolo processuale tematico» contenente tutta la documentazione utile concernente la lite fiscale, ma sarà anche possibile effettuare il pagamento del contributo unificato per tutte le spese di giustizia.

Il processo telematico, che è destinato a coprire l’intero paese nell’arco di un biennio, sbarcherà in «altre 5-6 regioni, equamente distribuite fra il Nord e il Sud» della Penisola.