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La SEC nega a BZX Exchange Inc. di negoziare azioni del Winklevoss Bitcoin Trust

  • August 27th, 2018
  • Massimo
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Il 26 luglio 2018, la Securities and Exchange Commission americana (SEC) ha respinto una richiesta di modifica delle regole che avrebbe consentito a Bats BZX Exchange, Inc. di negoziare azioni del Winklevoss Bitcoin Trust, principalmente perché considerava Bitcoin, identificato come il sottostante del Trust, vulnerabile alle frodi e alla manipolazione del mercato.

Il Securities Exchange Act del 1934 impone alla Commissione di disapprovare una proposta di modifica delle regole di autoregolamentazione (Self Regulatory Organization – SRO), come BZX, se la Commissione ritiene che la modifica della regola proposta sia incoerente con i requisiti della Legge sugli scambi e alle regole e regolamenti applicabili all’SRO.

Ciò che però è di particolare interesse, oltre al secco diniego della SEC, è il contrasto evidente in seno alla Commissione.

Ed infatti il commissario Hester M. Peirce, in un dissenso pungente e provocatorio, ha affermato che la Commissione ha applicato erroneamente una norma di legge e che la sua azione di fatto fa si che “l’innovazione non sia gradita nei nostri mercati“.

La Richiesta di BZX

Nel giugno 2016, BZX ha presentato una proposta di modifica delle regole con la SEC, cercando di negoziare le azioni del Trust. La Commissione, agendo attraverso l’autorità delegata, ha disapprovato la proposta di modifica delle regole nel marzo 2017, citando preoccupazioni circa la liquidità e il potenziale per la manipolazione del mercato dell’attività sottostante, Bitcoin. BZX ha presentato una petizione per chiedere alla Commissione la revisione del diniego. Nel marzo 2018, la Commissione ha chiesto commenti pubblici sul diniego.

Il diniego della Commissione

La SEC ritiene che la proposta non sia coerente con la sezione 6 (b) (5) della legge sul trading azionario, la quale, tra le altre cose, richiede che una borsa valori nazionale sia progettata “per prevenire atti e pratiche fraudolenti e manipolative “e” proteggere gli investitori e l’interesse pubblico“.

La Commissione ha respinto l’argomentazione di BZX secondo la quale la sua proposta sarebbe stata coerente con la sezione 6 (b) (5). BZX ha sostenuto che la “natura geograficamente diversificata e continua del trading di Bitcoin rende difficile e proibitivamente costoso manipolare il prezzo dei bitcoin” e, pertanto, il mercato di riferimento è generalmente meno suscettibile alla manipolazione rispetto ai mercati azionari, obbligazionari e future su materie prime.

La Commissione ha anche affermato che gli scambi dovrebbero entrare in accordi di condivisione della sorveglianza con i mercati che sono alla base di una società quotata in borsa. Qui, la Commissione ha detto, BZX non è riuscito a stipulare un accordo di condivisione della sorveglianza con gli scambi bitcoin, privandolo così di un valido strumento per scoraggiare e prevenire la manipolazione del mercato, di fatto però contraddicendosi.

La Commissione ha fatto di tutto per sottolineare che il suo diniego alla richiesta di BZX non implica un rifiuto di Bitcoin e della tecnologia che ne sta alla base, la blockchain, e della potenziale utilità e valore sia in termini di innovazione che di investimento.

La Commissione afferma, invece che BZX non sia riuscita a dimostrare in maniera efficace il rispetto dei requisiti della Sezione 6 (b) (5), con particolare riferimento alla prevenzione di frodi ed ha inoltre rilevato che una “maggioranza sostanziale “del commercio di bitcoin avviene su sedi estere non collegate e che i mercati dei derivati ​​bitcoin non sono sufficientemente sviluppati.

Il diniego

Il commissario Peirce ha invece affermato che la modifica della regola proposta abbia soddisfatto la norma statutaria di cui alla sezione 6 (b) (5). Ha detto che la SEC “legge erroneamente” il requisito statutario, che richiede che le regole di una borsa valori nazionale siano “progettate per prevenire atti e pratiche fraudolenti e manipolativi [e] per proteggere gli investitori e l’interesse pubblico.” La Commissione, ha valutato in termini generali il sottostante mercato dei bitcoin, piuttosto che la capacità dello scambio di impedire la manipolazione del mercato.

Il commissario Peirce ha contestato l’approccio generale della Commissione alla valutazione della modifica della norma proposta da BZX.

La decisione della Commissione mina la protezione degli investitori impedendo una maggiore istituzionalizzazione del mercato dei bitcoin e rischia di impattare negativamente sui processi di innovazione e su altri asset collegati alla tecnologia Blockchain.

Il contrasto tra la SEC e il Commissario Peirce, sottolineano il disaccordo tra i partecipanti al mercato su come i regolatori dovrebbero applicare le leggi federali sui titoli connessi alle criptovalute e ai fondi che cercano di investire in questo mercato.

Questo dibattito non sarà probabilmente risolto in tempi brevi