Capire e usare Horizon 2020.

La Commissione europea ha annunciato i primi risultati del nuovo strumento di finanziamento alle Pmi di 3 miliardi di euro, avviato nel quadro di Orizzonte 2020 per aiutare le piccole imprese a portare sul mercato idee innovative sviluppate in laboratorio.

In totale 155 Pmi appartenenti a 21 paesi (Stati membri dell’Ue o paesi associati a Orizzonte 2020) riceveranno 50mila euro ciascuna per finanziare studi di fattibilità volti a sviluppare la loro strategia innovativa.
Le Pmi possono anche fruire di una formazione imprenditoriale specifica che può durare fino a tre giorni.

Nella prima tornata del finanziamento sono state selezionate 39 proposte spagnole, 26 inglesi e 20 italiane.
Le domande per le prime sovvenzioni presentate entro il 18 giugno sono state 2.666.
Le imprese selezionate saranno ufficialmente informate in agosto.
I loro nomi saranno annunciati pubblicamente in seguito dall’Agenzia esecutiva per le Pmi (Easme) che gestisce il programma.

Lo strumento per le Pmi è un elemento essenziale del finanziamento a disposizione delle piccole imprese nel quadro di Orizzonte 2020: con un bilancio intorno ai 3 miliardi di euro su sette anni, offre sovvenzioni rapide e semplici per studi di fattibilità nell’ambito dell’innovazione d’impresa (fase 1) e per progetti dimostrativi (fase 2).
Le idee mature per la fase di investimento possono inoltre fruire di consulenza in materia di sviluppo imprenditoriale e di altri servizi di sostegno (fase 3).

Le prossime scadenze per la valutazione sono il 24 settembre 2014 per la fase 1 e il 9 ottobre per la fase 2.
Nel 2014 dovrebbero ricevere finanziamenti circa 645 progetti (fase 1 e fase 2) che nel 2015 aumenteranno a 670.

Orizzonte 2020 (Horizon 2020) è il nuovo programma con cui l’Ue intende sostenere e finanziare la ricerca e l’innovazione per il periodo 2014-2020. Dispone di un budget di 78,6 miliardi di euro , ovvero circa il 30% in più rispetto al suo predecessore, il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

Da subito un chiarimento contabile: il budget totale del programma Orizzonte 2020 è, secondo i prezzi attuali, superiore a quello indicato nel Quadro finanziario pluriennale dell’Ue (Qfp). Questo perché il Qfp è stato negoziato sulla base dei prezzi “costanti” del 2011, in modo da rendere più facile il confronto.
Su questa base il budget concordato con il Parlamento europeo per Orizzonte 2020 è di 70,2 miliardi di euro: viene poi attualizzato considerando l’inflazione (ipotizzata al 2% all’anno) per tutta la durata del programma, così da ottenere gli importi a prezzi correnti.
I prezzi correnti rappresentano quindi il vero importo che sulla base dei sette anni verrà chiesto all’autorità di bilancio e, infine, distribuito ai beneficiari.

A causa della sua base giuridica differente, inoltre, il bilancio per Euratom è impostato su cinque anni (fino al 2018 incluso). Per gli anni 2014-2018 è infatti previsto essere di 1,6 miliardi di euro, mentre per gli anni 2019-2020 è stata stimata un’aggiunta con importo complessivo di 770 milioni di euro (tutti i valori sono a prezzi correnti).

I tre pilastri di Orizzonte 2020 sono:

1 – Sostegno alle eccellenze scientitiche, comprese le sovvenzioni per i singoli ricercatori delle borse del Consiglio europeo della ricerca (Cer) e Marie Skłodowska-Curie (precedentemente noto come borse Marie Curie).
2 – Supporto all’innovazione industriale, comprese le sovvenzioni per le Pmi e la finanza indiretta per le imprese attraverso la Banca europea per gli investimenti e altri intermediari finanziari.
3 – Sostegno alla ricerca per affrontare le sfide sociali.

Inoltre, una parte del bilancio di Orizzonte 2020 andrà a finanziare l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Iet), le attività di ricerca svolte nell’ambito del trattato Euratom e la ricerca non nucleare svolta dal Joint Research Centre.

Un certo numero di priorità sarà affrontato attraverso e all’interno di tutti e tre i pilastri di Orizzonte 2020, ovvero l’uguaglianza di genere e la dimensione di genere nella ricerca; le scienze sociali, economiche e umanistiche; la cooperazione internazionale; il funzionamento e la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca e dell’innovazione dell’Unione, nonché altre iniziative faro della strategia Europa 2020 (come l’agenda digitale ).

Nel corso dei negoziati tra Parlamento europeo e Consiglio è stato deciso di sostenere la ricerca, orientandola al soddisfacimento di sette sfide generali:

– Salute, cambiamento demografico e benessere;
– Sicurezza alimentare, agricoltura e silvicoltura sostenibili, ricerca marina e marittima e la bioeconomia;
– Energia sicura, pulita ed efficiente;
– Trasporti intelligenti, verdi e integrati;
– Azione climatica, ambientale, efficienza delle risorse e materie prime;
– Società inclusive e innovative;
– Società sicure.

I finanziamenti per Orizzonte 2020 saranno ripartiti sulla base di bandi di gara e gestiti centralmente dalla Commissione europea o delle sue agenzie esecutive.
Non ci sono dunque contingenti nazionali pre-assegnati, come nel caso di altri settori di spesa Ue, (quali i Fondi strutturali e di investimento europei), ma le decisioni in materia di finanziamento sono prese dopo che tutte le proposte di progetto sono state valutate e classificate in modo indipendente.