Strasburgo, 20 Gennaio 2026 – Una data che segna una svolta per l’economia del Vecchio Continente.
Con il via libera definitivo del Parlamento Europeo, il 28° regime cessa di essere una proposta accademica per diventare una realtà normativa. Si tratta della più ambiziosa riforma del mercato unico europeo dagli anni ’90, pensata per eliminare le barriere che frammentano l’attività delle imprese nei 27 Stati membri.
L’Eurocamera dà il via libera al suo parere negoziale sul cosiddetto ’28° regime’, ovvero la necessità di un insieme unico e armonizzato di norme per garantire condizioni di parità alle imprese in tutta l’Unione.
Il via libera alle raccomandazioni che confluiranno nella proposta della Commissione è arrivato in plenaria con 492 voti favorevoli, 144 contrari e 28 astensioni.
In base al nuovo impianto normativo, gli Stati membri potranno istituire una nuova forma societaria oppure integrare regole comuni a livello europeo in quelle esistenti. Tra le novità figura il nuovo modello denominato “Società Europea Unificata” (S.Eu), che si applicherà alle società a responsabilità limitata non quotate con sede in uno dei 27 Paesi Ue. La registrazione sarà completamente digitale e completabile entro 48 ore, con un capitale minimo di un solo euro.
Il 28° regime è un quadro giuridico uniforme e facoltativo che si affianca ai 27 ordinamenti nazionali esistenti. Invece di dover navigare tra 27 diversi codici civili, sistemi di diritto societario o normative sulla protezione dei consumatori, le aziende possono ora scegliere di adottare un unico set di regole europee, valide ed efficaci da Lisbona a Helsinki.
L’idea, caldeggiata nei mesi scorsi dai rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi, punta a creare uno spazio giuridico “senza frontiere” per chi vuole fare impresa in Europa.
Come riportato dalle ultime notizie di agenzia, il Parlamento Europeo ha approvato la misura con una maggioranza trasversale. I punti chiave dell’accordo raggiunto includono:
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Status di “Società Europea”: La creazione di una nuova forma societaria semplificata (spesso definita EU-Inc) che permette alle startup di nascere già con una veste giuridica europea, facilitando l’attrazione di capitali di rischio internazionali.
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Armonizzazione dei Contratti: Un set standardizzato di norme per i contratti commerciali B2B e B2C, che rende nulla la necessità di adattare i termini di vendita ogni volta che si attraversa un confine.
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Governance Centralizzata: Il regime sarà supportato da un sistema di risoluzione delle controversie online accelerato, riducendo la dipendenza dai tempi spesso biblici dei tribunali civili nazionali.
L’adozione del 28° regime offre benefici immediati, in particolare per le Piccole e Medie Imprese (PMI) e le realtà high-tech:
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Abbattimento dei costi legali: Attualmente, una PMI spende mediamente il 15-20% del budget di espansione solo in consulenze legali per conformarsi alle leggi locali. Con il regime unico, questi costi vengono azzerati.
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Scalabilità immediata: Un’azienda può operare in tutti i 27 mercati con un unico “passaporto legale”. Questo permette alle imprese europee di competere con i giganti americani e cinesi, che godono da sempre di mercati interni vasti e uniformi.
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Certezza del diritto: Le regole sono chiare, tradotte in tutte le lingue dell’UE e interpretate in modo uniforme dalla Corte di Giustizia Europea, eliminando le ambiguità delle normative nazionali sovrapposte.
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Flessibilità: Essendo un regime volontario, le imprese non sono obbligate ad abbandonare il proprio diritto nazionale se operano solo localmente, ma possono “attivare” la normativa europea solo quando decidono di internazionalizzarsi.
Dal punto di vista tecnico, il 28° regime prende la forma di un Regolamento UE. A differenza delle Direttive, il Regolamento non necessita di leggi di recepimento nazionali: entra in vigore direttamente e nello stesso modo in tutta l’Unione.
I prossimi passi prevedono:
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Entrata in vigore: Prevista progressivamente nel corso del 2026.
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Interoperabilità fiscale: Resta aperta la sfida del coordinamento fiscale. Sebbene il 28° regime si concentri sul diritto societario e contrattuale, la discussione si sposterà ora verso una base imponibile comune (BEFIT) per rendere il pacchetto ancora più appetibile.
Il via libera del Parlamento Europeo al 28° regime rappresenta la risposta politica alla crisi di competitività dell’Europa. Come sottolineato dai promotori della misura, l’obiettivo è trasformare l’Europa da un “mosaico di mercati” a una vera potenza economica integrata. Per le imprese italiane, storicamente frenate dalla burocrazia e dalla difficoltà di espansione, questa potrebbe essere la chiave per una nuova stagione di crescita.
